Più soldi alla ricerca

Attualmente, all’interno della bozza del #RecoveryPlan approvata il 12 gennaio, sono destinati alla Ricerca 11,77miliardi. Tuttavia il presidente della Commissione Cultura del Senato ha ricevuto una lettera, firmata dai più prestigiosi scienziati e ricercatori italiani, in cui viene richiesto che lo stanziamento sia pari a 15miliardi.


Tra i firmatari troviamo personalità che hanno contribuito profondamente allo sviluppo e alla ricerca, come il fisico del Cern Ugo Amaldi, il fisico che ha aiutato a teorizzare il Meccanismo GIM Luciano Maiani, al fisico Giorgio Parisi e al celebre immunologo Alberto Mantovani.


La situazione della ricerca pubblica in Italia è un sistema con alcune lacune, ma operativo e competitivo. Tuttavia c’è una palese mancanza di incentivi(0,5% del Pil, ovvero 9 miliardi l’anno), poche assunzioni di ricercatori e solo 9mila borse di studio, contro le 12mila francesi e le 18mila tedesche.


La richiesta prevede, entro il 2026, di aumentare del 0,25% del Pil l’investimento per la ricerca in maniera permanente, così da arrivare almeno allo 0,75%


L’Italia ha bisogno di ripartire, di essere all’avanguardia nel mercato globale e di essere appetibile per i giovani che vogliono lavorare.
Questo è sviluppo.

Published by cimpi88

Smart, sweet and... sapere aude

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