Le mimose appassiscono in fretta

Agli inizi del 1900, il Partito Socialista americano decise che, per portare avanti la lotta per i diritti delle donne, era necessario celebrare anche una giornata della donna. 

In seguito, nel 1977, l’ONU ha riconosciuto l’8 marzo come Giornata delle Nazioni Unite per i diritti delle Donne e per la pace internazionale. 

Oggi rimane una giornata per regalare mimose e fare i complimenti di quanto le donne facciano all’interno della società. Le mimose tuttavia appassiscono velocemente e lasciano con l’amaro in bocca per quanto divario ci sia ancora, dopo più di un secolo dall’inizio della lotta.

Conquiste nell’ultimo anno

Il Sudan ha abolito la mutazione dei genitali femminili;

l’Argentina e la Corea del Sud hanno legalizzato l’aborto;

La Danimarca ha definito per legge lo stupro come sesso senza consenso;

La Sierra Leone ha ritrattato la proibizione che non permetteva alle ragazze incinta di frequentare la scuola;

In Costa Rica è stato legalizzato il matrimonio tra persone dello stesso sesso;

In Inghilterra è stata abolita la tamponare tax.

In Italia? Poco da festeggiare

1/2 donne non lavora

32% dei dirigenti è donna

99/101mila posti di lavoro persi nel 2020 erano di donne 

314/365 giorni all’anno pagati alle donne (-51 giorni lavorativi rispetto agli uomini a livello di salario)

E sto solo parlando di divario tra uomo/donna legato al mondo lavorativo, perché non mi permetto di affrontare il delicato tema delle donne che quotidianamente subiscono violenza domestica e non. Soprattutto perché, leggendo i dati del 2020, c’è solo da rabbrividire.

Women Acknowledge

Uno spunto di riflessione interessante è la campagna di PPS, società sudafricana di servizi finanziari, che ha lanciato la campagna Women Acknowledge per combattere gli stereotipi legati al genere nei luoghi di lavoro proponendo frasi tipiche sessiste come “lei deve stare in cucina” accompagnate dalla spiegazione “perché è una dietologa”, oppure “deve dedicarsi ai bambini” “perché è una pediatra”.

Qui le foto

Volo vietato alle donne

Un’acuta lettura del giorno, uno spunto di riflessione scritto da Stefano Campolo.

Perché c’erano voli per soli uomini: dal 1953 al 1970, United Air Lines proponeva “voli Executive” per soli uomini tra New York e Chicago e tra Los Angeles e San Francisco in cui venivano offerti whisky e sigari.

Erano voli, erano servizi perfettamente in linea alla società dell’epoca, dedicati alla realtà del momento perché le aziende, per crescere, devono sapere sempre rispondere alla domanda. 

Il problema allora è “qual è la domanda oggi? perché le aziende non sanno leggerla appieno? perché non si sa ancora offrire un pacchetto dedicato alle donne?”

Qui l’articolo del blog partodomani.it

Conclusione

Il vero squarcio è aver ancora bisogno, dopo più di un secolo, di celebrare questi momenti. 

Spero che quando verrà raggiunta la parità di genere, a livello di rispetto assoluto dell’individuo (maschio o femmina che sia) e di tutela dei diritti umani, non siano più necessarie queste giornate.

Perché è umiliante ritrovarci a pretendere e lottare di essere trattate equamente e con rispetto, quando dovrebbe solo essere alla base dei valori sociali privati e professionali che tutti noi condividiamo.

Published by cimpi88

Smart, sweet and... sapere aude

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